Nico Pirozzi
Copertina di «Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani»

Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani

Autore
Nico Pirozzi
Editore
Edizioni dell’Ippogrifo
ISBN
9-788831-995078
Prima edizione
Gennaio 2019
Pagine
232
Euro
16,00

Centocinquantasette giorni. Questo il lasso di tempo utilizzato dai nazisti per dichiarare Salonicco Judenfrei, città ripulita dal germe ebraico. A gestire il programma di ghettizzazione e di deportazione degli oltre cinquantamila residenti di origine giudaica, nel febbraio 1943 Eichmann aveva spedito i capitani delle SS Alois Brunner e Dieter Wislincey: due specialisti della Soluzione finale che avevano già operato con successo nei territori dell’est Europa. Proprio in quella coda d’inverno a Villa Olgas, piccolo gioiello di architettura eclettica e sede della rappresentanza diplomatica italiana a Salonicco, il console Guelfo Zamboni cominciò a lavorare ad un piano finalizzato alla messa in sicurezza dei circa 300 ebrei di origine italiana e di quelli greci che lavoravano per imprese italiane. Un progetto all’apparenza semplice, ma anche estremamente compromettente sotto il profilo istituzionale, che prevedeva la concessione dello status di cittadini italiani a quanti più ebrei possibili, connazionali e non. A coadiuvare l’iniziativa di Zamboni (che sarà condivisa e continuata da Giuseppe Castruccio, che gli succederà nell’incarico nel giugno dello stesso anno) sarà un piccolo gruppo di connazionali, tra cui gli agenti del Servizio informazioni militare (SIM), Riccardo Rosenberg ed Emilio Neri, e il capitano del Regio Esercito Lucillo Merci. Quest’ultimo, un quarantenne direttore didattico bolzanino, che la guerra aveva catapultato in Grecia, è l’autore di un manoscritto di straordinario interesse storico, che apre inediti scenari su quello che, dopo più di quattro secoli di esistenza, fu il capitolo finale della Gerusalemme dei Balcani